top of page

Serri i denti durante il giorno? Il bruxismo della veglia e i suoi effetti sulla mandibola

Matteo Cambria
1 giorno fa
Tempo di lettura: 5 min


Ti capita di accorgerti che stai stringendo i denti mentre lavori, guidi o sei concentrato davanti al computer?Oppure, a fine giornata, senti la mandibola affaticata, i muscoli delle guance tesi o una pressione sulle tempie che non riesci a spiegarti?

Questi segnali meritano attenzione, soprattutto quando si ripetono. Potrebbero essere associati al cosiddetto bruxismo della veglia, una forma di attività dei muscoli masticatori che può manifestarsi mentre siamo svegli, spesso senza che ce ne rendiamo conto.

Non sempre si tratta di digrignare i denti. In molti casi, il comportamento consiste semplicemente nel mantenerli serrati o nel contrarre la mandibola senza una reale necessità funzionale.

Comprendere questa abitudine può essere un primo passo per prendersi cura della salute orale e della funzione cranio-cervico-mandibolare.

Che cos’è il bruxismo della veglia?

Man at desk, chin in hand, with red jaw overlay; Italian poster on bruxism, glasses, laptop and books in dark clinic office.
Serri i denti durante il giorno? Il bruxismo della veglia e i suoi effetti sulla mandibola

Quando si parla di bruxismo, si tende spesso a pensare al digrignamento notturno. In realtà, è importante distinguere l’attività dei muscoli masticatori durante il sonno da quella che si verifica durante la veglia.

Il bruxismo della veglia può comprendere il contatto ripetuto o prolungato tra i denti, il serramento mandibolare e altre forme di contrazione dei muscoli masticatori.

Può comparire durante attività che richiedono concentrazione, in situazioni emotivamente impegnative o mentre si affrontano giornate particolarmente intense. Talvolta la persona se ne accorge soltanto quando avverte tensione o dolore.

Un aspetto fondamentale è che i denti, a riposo, normalmente non dovrebbero rimanere costantemente a contatto. Le labbra possono essere chiuse, mentre la mandibola dovrebbe mantenere una posizione rilassata, con uno spazio fisiologico tra le arcate dentarie.

Questa distinzione può sembrare banale, ma diventa importante quando il serramento si ripete frequentemente.

Stress, concentrazione e tensione mandibolare: quale relazione esiste?

Molte persone riferiscono di stringere i denti nei momenti di stress, durante il lavoro o quando devono mantenere a lungo un elevato livello di attenzione.

La relazione, tuttavia, non è uguale per tutti.

Lo stress e gli stati emotivi possono associarsi a un aumento della tensione muscolare o alla maggiore frequenza di alcuni comportamenti orali, ma non rappresentano l’unica spiegazione possibile del bruxismo.

Anche la concentrazione può favorire l’insorgenza di abitudini inconsapevoli: serrare la mandibola mentre si scrive al computer, si guida nel traffico, si studia o si affronta un’attività impegnativa.

Il problema non è necessariamente un singolo episodio. È soprattutto utile riconoscere quando il comportamento diventa frequente, prolungato oppure si accompagna a sintomi.

Perché stringere i denti può provocare dolore alla mandibola?

I muscoli masticatori partecipano alla masticazione, alla deglutizione e ai movimenti mandibolari. Come ogni sistema muscolare, possono affaticarsi quando vengono sollecitati ripetutamente.

In alcune persone, il serramento diurno può associarsi a:

  • tensione o affaticamento dei muscoli masticatori;

  • dolore alle guance o nella regione delle tempie;

  • fastidio mandibolare durante o dopo la giornata lavorativa;

  • cefalea in alcune circostanze;

  • sensibilità dentale o maggiore rischio di danni ai denti in presenza di altri fattori.

Non significa, però, che ogni episodio di serramento provochi dolore o che tutti questi sintomi siano necessariamente riconducibili al bruxismo.

Il quadro deve essere interpretato considerando la frequenza del comportamento, l’intensità dei sintomi e le eventuali altre condizioni presenti.

Bruxismo e Disturbi Temporo-Mandibolari: sono la stessa cosa?

No. È una distinzione importante.

Il bruxismo descrive un’attività dei muscoli masticatori. I Disturbi Temporo-Mandibolari (DTM), invece, comprendono condizioni differenti che possono interessare l’articolazione temporo-mandibolare (ATM), i muscoli masticatori e le strutture correlate.

Le due condizioni possono coesistere, ma non sono sinonimi.

In alcune persone il bruxismo può rappresentare un fattore associato ai sintomi o contribuire al sovraccarico muscolare. In altre, non determina conseguenze clinicamente rilevanti.

Per questo motivo, non è corretto concludere che chi stringe i denti abbia necessariamente un DTM, né attribuire automaticamente al bruxismo qualsiasi dolore mandibolare.

La valutazione deve distinguere il comportamento muscolare dal problema clinico eventualmente presente.

Come iniziare a ridurre il serramento durante il giorno?

Un primo passo consiste nell’imparare a riconoscere il comportamento.

Per qualche giorno, prova a osservare cosa accade mentre lavori, guidi o sei concentrato. Ti accorgi di stringere i denti? Avverti le guance contratte? La mandibola si rilassa quando te ne rendi conto?

Questa semplice osservazione può aiutarti a individuare le situazioni nelle quali il serramento compare più frequentemente.

Quando te ne accorgi, prova a interromperlo senza forzare la mandibola: rilassa i muscoli del viso, lascia i denti separati e mantieni una posizione mandibolare confortevole.

Possono essere utili anche pause regolari durante il lavoro e una maggiore attenzione alle abitudini che accompagnano i momenti di tensione.

Se il dolore persiste, aumenta o si associa a difficoltà nell’apertura della bocca, blocchi articolari o altri sintomi significativi, è opportuno rivolgersi a un professionista per una valutazione.

Il bite è necessario per il bruxismo della veglia?

Non necessariamente.

Il bite può essere indicato in situazioni selezionate, soprattutto quando occorre proteggere le superfici dentali dai possibili effetti del bruxismo. Tuttavia, non elimina automaticamente il comportamento e non rappresenta la soluzione universale per il dolore mandibolare.

La scelta dipende dagli obiettivi clinici, dai sintomi, dalle condizioni dentali e dall’eventuale presenza di un Disturbo Temporo-Mandibolare.

Quando è presente dolore, è importante capire se il quadro coinvolga prevalentemente la muscolatura, l’articolazione temporo-mandibolare o altre strutture. Un trattamento efficace parte dalla valutazione e non dalla prescrizione automatica di un dispositivo.

La mandibola non è isolata dal resto della funzione cranio-cervico-mandibolare

La funzione mandibolare coinvolge articolazioni, muscoli, denti e sistemi di controllo del movimento. I sintomi possono essere influenzati da diversi fattori, che devono essere considerati senza attribuire ogni disturbo a una singola causa.

L’approccio gnatologico permette di esaminare la funzione mandibolare, la muscolatura masticatoria, l’ATM e le eventuali limitazioni del movimento, distinguendo i segni clinici dalle semplici abitudini.

Quando necessario, la valutazione può essere integrata con altre competenze professionali, sulla base delle esigenze della persona.

L’obiettivo non è cercare a tutti i costi un problema, ma comprendere se il serramento abbia conseguenze cliniche e quale percorso sia più appropriato.

CSD Cambria® DTM 365: riconoscere il comportamento per comprendere il sintomo

Stringere i denti durante il giorno può essere un comportamento inconsapevole, ma non deve essere automaticamente interpretato come una malattia.

La differenza la fanno il contesto, la frequenza, gli eventuali effetti sulla salute orale e la presenza di sintomi associati.

Imparare a riconoscere il serramento può aiutare a interrompere un’abitudine, mentre una valutazione professionale permette di approfondire i casi in cui compaiono dolore, affaticamento o limitazioni funzionali.

Con CSD Cambria® DTM 365, il percorso di approfondimento sui Disturbi Temporo-Mandibolari prosegue esplorando il rapporto tra comportamento, muscoli masticatori, ATM e funzione cranio-cervico-mandibolare.

Perché comprendere un sintomo significa andare oltre la sua manifestazione e valutarlo nel suo contesto.

Il sintomo è l’effetto. La causa è funzionale.

CSD Cambria® – Centro Siciliano Disfunzioni Cranio Cervico Mandibolare

Commenti


dott. Matteo-Cambria -odontoiatra- gnatologo - dentista Furnari - csd -cambria

094181809

-Furnari
-Milazzo
-Messina

CSD_CAMBRIA_WEB_OPTIMIZED_edited.jpg dott. Matteo Cambria odontoiatra gnatologo dentista dott. Matteo-Cambria -odontoiatra- gnatologo - dentista Furnari - csd -cambria -Furnari -csd cambria  - Roma - Leonardi -Alessamdra- Cascone - Prof

Quel che il sole è per i fiori,

i sorrisi sono per l'umanità.

Joseph Addison

  • Whatsapp
  • Instagram
www.matteocambria.com
cambria - vini - doctor - plus

© Centro Odontoiatrico Cambria dott. Matteo - Via S.S. Annunziata 6, Furnari 98054 Messina

​

bottom of page