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Click della mandibola: quando è normale e quando bisogna preoccuparsi?

Matteo Cambria
8 ore fa
Tempo di lettura: 5 min

Hai mai sentito un “click” quando apri o chiudi la bocca?Un piccolo scatto davanti all’orecchio, un rumore secco mentre mastichi, oppure la sensazione che la mandibola “scrocchi”.

È un fenomeno molto comune e, da solo, non significa necessariamente che ci sia una malattia o che l’articolazione temporo-mandibolare (ATM) sia danneggiata.

La domanda importante, quindi, non è semplicemente: “Ho un click: devo preoccuparmi?”

È piuttosto:

“In quale contesto compare quel click?”

Poster with woman holding her jaw, Italian text about jaw clicking and TMJ symptoms, on a dark blue medical background csd cambria matteo

Che cos’è il click della mandibola?

L’articolazione temporo-mandibolare collega la mandibola al cranio e permette movimenti complessi come apertura, chiusura, protrusione e lateralità.

All’interno dell’articolazione è presente un piccolo disco fibrocartilagineo che accompagna il movimento del condilo mandibolare.

In alcune persone il disco può assumere una posizione diversa rispetto alla sua relazione ideale con il condilo e, durante il movimento mandibolare, può spostarsi e successivamente ritornare nella propria posizione relativa.

Questo fenomeno può produrre il caratteristico click articolare.

Uno dei quadri clinici descritti nella letteratura è il dislocamento del disco con riduzione, nel quale il movimento del disco può essere associato a un rumore articolare durante l’apertura o la chiusura della bocca.

Ma attenzione: non ogni click significa necessariamente dislocamento del disco e il solo rumore non è sufficiente per stabilire una diagnosi.

La valutazione deve considerare l’insieme dei sintomi, dei movimenti mandibolari e dei reperti clinici.

Un click senza dolore è sempre un problema?

No.

Le fonti scientifiche e istituzionali, tra cui il National Institute of Dental and Craniofacial Research (NIDCR), sottolineano che click e rumori articolari in assenza di dolore sono comuni e, in molti casi, non richiedono alcun trattamento.

Questo è un punto importante perché sentire un rumore durante l’apertura della bocca può generare preoccupazione, soprattutto quando viene percepito improvvisamente.

Un rumore articolare, però, non equivale automaticamente a una patologia.

Non è quindi corretto pensare:

“La mandibola fa click, quindi l’articolazione è rovinata.”

La realtà clinica è più complessa.

Quando il click merita una valutazione?

Il rumore diventa più interessante dal punto di vista clinico quando è associato ad altri segnali.

Per esempio:

  • dolore davanti all’orecchio o nella regione dell’ATM;

  • dolore durante la masticazione;

  • dolore ai muscoli della mandibola;

  • difficoltà ad aprire o chiudere la bocca;

  • riduzione dell’ampiezza del movimento;

  • episodi di mandibola bloccata;

  • sensazione che la mandibola “si inceppi”;

  • difficoltà a masticare;

  • comparsa del disturbo dopo un trauma;

  • cambiamenti improvvisi del movimento mandibolare;

  • rumori articolari associati a dolore o limitazione funzionale.

In questi casi il click non dovrebbe essere valutato isolatamente, ma inserito all’interno di un quadro funzionale più ampio.

E se il click scompare?

Anche questo è un aspetto interessante.

La scomparsa del rumore non significa necessariamente che il problema sia guarito.

In alcune condizioni il rumore può modificarsi o scomparire perché cambia il rapporto funzionale tra disco, condilo e strutture articolari.

Per questo motivo è importante osservare contemporaneamente:

dolore + movimento + apertura + eventuali blocchi + funzione.

Il semplice fatto che il rumore non si senta più non permette, da solo, di stabilire che cosa sia successo all’interno dell’articolazione.

Click e crepitio non sono la stessa cosa

Non tutti i rumori mandibolari sono uguali.

Il click è generalmente un rumore breve e distinto, spesso percepito come uno “scatto”.

Il crepitio, invece, è un rumore più simile a uno sfregamento, una sabbiolina o una serie di piccoli rumori articolari.

Questa distinzione può avere un significato clinico differente e deve essere valutata insieme agli altri segni e sintomi.

Anche in questo caso, però, il rumore da solo non permette di formulare una diagnosi.

Serve sempre una risonanza magnetica?

No.

La risonanza magnetica dell’ATM è un esame molto utile in determinate situazioni perché permette di studiare i tessuti molli dell’articolazione, compreso il disco.

Ma non è automaticamente necessaria per ogni persona che presenta un click mandibolare.

La scelta di eseguire un esame diagnostico dovrebbe dipendere dalla storia clinica, dall’esame obiettivo e dal quesito diagnostico.

Una valutazione clinica accurata viene prima della scelta dell’esame.

Il click può trasformarsi in un blocco?

È una delle domande più frequenti.

La risposta non è semplicemente “sì”.

Un click articolare può essere associato a specifiche alterazioni interne dell’ATM, ma non è corretto considerare il click come una fase obbligatoria che porterà inevitabilmente al blocco mandibolare.

Gli studi sulla storia naturale dei disturbi articolari mostrano infatti che molte persone possono presentare rumori articolari senza sviluppare necessariamente una progressione verso una condizione più grave.

Per questo motivo non è corretto creare allarmismo ogni volta che compare un click.

È altrettanto importante, però, non ignorare la comparsa di dolore, limitazione funzionale o blocchi mandibolari.

Il vero problema non è il rumore, ma il contesto

Un click mandibolare può essere:

  • un semplice rumore articolare senza conseguenze cliniche rilevanti;

  • un segno associato a una specifica condizione dell’ATM;

  • uno dei diversi elementi presenti all’interno di un quadro di Disturbo Temporo-Mandibolare (DTM).

Per capire quale sia il significato di quel rumore è necessario considerare la persona nel suo insieme.

Durante una valutazione gnatologica possono essere analizzati, tra gli altri aspetti:

  • storia dei sintomi;

  • dolore e sua localizzazione;

  • apertura e movimenti mandibolari;

  • eventuali deviazioni durante l’apertura;

  • presenza di blocchi;

  • funzione muscolare;

  • articolazione temporo-mandibolare;

  • modalità di masticazione;

  • serramento e bruxismo;

  • eventuali traumi;

  • sintomi associati.

Solo attraverso questa valutazione è possibile capire se il click rappresenta semplicemente un rumore articolare oppure un elemento che merita ulteriori approfondimenti.

Quando rivolgersi allo gnatologo?

Non è necessario allarmarsi per un semplice click occasionale e indolore.

Una valutazione specialistica può invece essere indicata quando il rumore è associato a dolore, blocchi, limitazione dei movimenti, difficoltà funzionali o cambiamenti significativi della funzione mandibolare.

L’obiettivo non dovrebbe essere quello di “eliminare il rumore a tutti i costi”, ma comprendere perché quel rumore è presente e quale significato abbia nel singolo caso clinico.

In sintesi

Il click della mandibola non è automaticamente una malattia.

Un rumore articolare isolato, soprattutto se non doloroso e senza limitazioni funzionali, può essere un reperto comune e non richiedere alcun trattamento.

Quando invece il click si associa a dolore, blocchi, difficoltà di apertura, limitazioni funzionali o altri sintomi, è opportuno approfondire.

Perché in gnatologia non è il rumore, da solo, a determinare la diagnosi.

È il contesto clinico nel quale quel rumore compare.

CSD Cambria®

Il sintomo è l’effetto. La causa è funzionale.

Presso CSD Cambria® – Centro Siciliano Disfunzioni Cranio Cervico Mandibolare, la valutazione dei Disturbi Temporo-Mandibolari parte dall’analisi della funzione mandibolare e del quadro clinico individuale, evitando di interpretare un singolo sintomo in modo isolato.

Click, dolore, tensione muscolare, difficoltà nei movimenti e blocchi mandibolari possono avere significati differenti: comprenderli è il primo passo per orientare correttamente la valutazione.

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