Respirazione nasale o orale: perché il modo in cui respira un bambino contaIl naso non è solo l'organo dell'olfatto: è la porta d'ingresso fisiologica della respirazione.
Respirare con il naso filtra, umidifica e riscalda l'aria. Favorisce inoltre un equilibrio funzionale in cui lingua, labbra e mandibola lavorano in armonia. Quando la via principale diventa la bocca, è importante chiedersi perché.
Cosa cambia tra respirazione nasale e orale
Nella respirazione nasale, a riposo, le labbra sono sigillate e la lingua tende a trovarsi in rapporto con il palato. Nella respirazione orale abituale, la bocca resta socchiusa e la lingua assume spesso una posizione più bassa.
In alcuni bambini la respirazione orale persistente si associa a differenze nello sviluppo cranio-facciale, ad esempio nella forma del palato e delle arcate dentarie. L'immagine mostra proprio questo contrasto, ma va letta con prudenza. Lo sviluppo cranio-facciale dipende da molti fattori, genetici, anatomici, ambientali e funzionali, e non esiste una causa unica.

Prima la causa, poi la funzione
Chiedere a un bambino di "tenere la bocca chiusa" non basta. Bisogna prima capire se esiste un ostacolo respiratorio, come:
rinite persistente o allergica
ipertrofia adenoidea o tonsillare
deviazioni o altre alterazioni delle vie aeree superiori
Per questo la valutazione dell'otorinolaringoiatra e del pediatra è spesso il primo passo. Solo dopo ha senso valutare, quando indicato, la postura linguale, la competenza labiale e la deglutizione.
Segnali da osservare
I genitori possono prestare attenzione a questi comportamenti, se persistenti:
bocca spesso aperta a riposo
respirazione abituale dalla bocca
russamento frequente
sonno agitato o respiro difficoltoso di notte
difficoltà nella masticazione o nella deglutizione
difficoltà articolatorie
Questi segnali non rappresentano una diagnosi, ma meritano di essere condivisi con il pediatra o con il professionista più appropriato.
L'approccio del CSD Cambria®
Al CSD Cambria® – Centro Siciliano Disfunzioni Cranio Cervico Mandibolare partiamo dall'osservazione delle funzioni, senza fermarci al singolo sintomo. A seconda del caso, la valutazione può coinvolgere odontoiatra-gnatologo, logopedista, otorinolaringoiatra, pediatra e fisioterapista. Non ogni bambino ha bisogno di tutte queste valutazioni: ogni professionista interviene solo dove esiste una reale indicazione clinica.
La diagnosi precoce non significa medicalizzare ogni comportamento infantile, ma riconoscere tempestivamente ciò che merita attenzione.
Il sintomo è l'effetto. La funzione merita di essere compresa.
Dott. Matteo Cambria, fondatore del CSD Cambria®. Gnatologia, riabilitazione e ricerca.Approfondimenti: www.matteocambria.com
Contenuto divulgativo: non sostituisce una valutazione specialistica individuale.





Commenti